Alessandro's profileMegas AlexandrosPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
April 20 La storia di un vero AmorePiccole parole, piccole goccie di memoria, atomi di insulsa razionalità che svolazzano su pagine web e senti il cuore che abbraccia un pensiero e non lo lascia più. Musica in rima o prosa che sia, insomma, aiuta ad esprimere quello di cui hai pigrizia o paura di spiegare con parole tue. Ascolto la Piaf immensa come nessun altro e malinconico mi accorgo di uno spettatore, silenzioso ed educato qual è l’Amore. Ci guardiamo negli occhi e lui imbarazzato si scansa e sorridendo abbassa lo sguardo ed è proprio questo il momento in cui io mi accorgo che lui è qui per me. Io sbuffo e gli domando : “quo vadis ?” e lui scappa piangendo. Mumble mumble- soffermandomi a pensare- ripeto che c’è qualcosa che non va. Mi volto ed è scomparso tra mille petali di rosa, insanguinati; perplesso mi chino ad osservare i disegni delle macchie disegnati dalla leggera brezza che spira. Un ginocchio mi ricorda che la posizione in cui mi ritrovo è scomoda e nel mentre in cui mi alzo, una presenza è dietro di me. Come quando ti svegli ed un attimo prima di aprire gli occhi sai già che è mattino, lo senti dal profumo dell’aria, così il calore di quella persona è un’ombra sulla tua schiena. Così mi volto e sorrido a un volto che non c’è. Imbarazzato, distolgo lo sguardo dalla realtà e rifletto. Nella mia mente il suono delle onde accarezzate da quel vento che adesso non fa trovare pace ai miei capelli. Penso a quella che era un’avventura tra due persone speciali e che adesso sta mettendo radici in un rapporto, delicato, fragile e complicato qual è quello che vivo. Sorrido, rido della sorte che mi ha portato a conoscere una bimba tremenda e dolce quanto nessun’altra ragazza sulla terra. E mi trema il cuore pensando che tra le mille difficoltà di due caratteri difficili, attraverso l’amore, si riesca a venirne fuori. Ed ascoltando Battisti, per un attimo, rompo il guscio di timidezza che non riesco a togliermi di testa (un po’ come calimero) e ti sospiro :
“Non sarà un avventura … non un fuoco che con il vento può morire ma vivrà quanto il mondo … fino a quando gli occhi miei avran luce per guardare gli occhi tuoi …”
E preso da questa notte che mi guarda stranita, dall’ordine delle parole che testardamente tento di mettere una dietro l’altra, continuo a dirti, perché se non l’avessi capito scrivo per te … continuo a dirti e raccontarti di me così lontano dalla tua stanza …
Non pensare alla “Notte prima degli esami” … perchè questa notte è ancora nostra … E mi sento piccolo come un pitoro (pulcino) quando ti vedo soffrire, quando ti sento singhiozzare al telefono per paure che io non riesco a capire, perché mi scivoli dalle braccia ed ho paura che ti faccia male. Ho sofferto tanto e non me ne vanto e non me ne vergogno, è una cosa naturale. Mi fa rabbia vederti soffrire, mi fa rabbia non poterti scuotere da quelle immense tragedie in cui ti lasci cadere, perché in quei momenti sei sola ed io non mi sento con te. Ma ti offendi per i miei silenzi, perché sorrido o ti rispondo male. Ed è colpa della mia leggerezza, di quella sensibilità che sono andato a perdere con il passare del tempo, della mia incapacità di parlare dei miei problemi o delle cose in generale. Non ti ho mai detto che io sento da morire il tuo amore, non ti ho mai detto che a volte mi sono vergognato di quanto tu mi amassi perché non capivo il perché. Anche se poi mi ferisci con una facilità che mi sorprende. E ferire Alessandro non è una cosa da poco. Ma ci sorrido su e non capisco se è un gioco o la realtà. Un gioco con una posta troppo alta in palio o semplicemente è parte di quella realtà chiamata Amore. E dentro questo girotondo di pensieri mi perdo e tu continui a chiedermi certezze e vuoi sicurezze e non rifletti un secondo su quello che mi passa per la testa. Mi parli dei tuoi problemi, dei nostri problemi, di quello che fai per me, di quello che io non faccio per te, di quello che ci dovrebbe essere ma che non c’è e non capisci come mai. E perdi di vista noi … Alessandro e Linda . Vorresti annullare i miei spazi affinchè esistano solo i momenti che potenzialmente, a ogni tuo squillo, immediatamente diventano nostri. E ti offendi e mi rinfacci le cose che hai fatto per me se ti dico che non capisco. Ho capito, mi hai detto mille volte che mi ami, e questa ne è la tua dimostrazione ? E diventi perplessa E scappi da me per non litigare quando mi conosci e sai che è proprio il momento più pericoloso quello in cui io sto da solo, lasciato a me stesso, come è stato per tanto tempo prima di conoscere te. Dimmi perché e raccontami tutti i tuoi perché ma non scappare indispettita. Se stare con me è una cosa a cui tieni .
Ale Un lupo che non ha più voglia di stare da solo
Quando un giorno sarai lontanaQuando un giorno sarai lontana
Vorrei che tu avessi un nuovo ragazzo Vorrei che ti trattasse bene che ti facessesentire importante e che ti bolle il sangue nelle vene quando ti aspetterà sotto il portone per fare un giro, magari a cena mi piacerebbe che tu toccassi il cielo quando di notte ti bacia la schiena che ti parlasse dei suoi problemi e che non li tenesse tutti per sé come me vorrei vedervi magari sposati e che lui stesse sempre con te che non ti facesse incazzare mai che non dimentichi i compleanni che sia simpatico ai tuoi genitori e che li faccia diventare nonni ma quando un giorno sarai lontana e vedrai il cielo quando si colora pensami almeno per un momento pensami almeno per mezz'ora vorrei sapere come ti va, eh ?
Jovanotti
April 11 La mano de DiosEn una villa nació, fue deseo de Dios,
|
|
|